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Dharmika


Dharmikasana: “la posizione del virtuoso”. L’aggettivo dharmika deriva dal sostantivo dharma, attestato per la prima volta nel Rigveda nella forma neutra dharman.

L’etimologia del sostantivo dharma deriva dalla radice verbale dhr che ha il significato di sostenere, trattenere, rendere stabile.

Dharma è letteralmente “ciò che è stabile”, lo statuto, può essere inteso come l’ordine che sta a fondamento della sfera sociale e in tal senso assume il significato di legge, ma in senso etico è anche ciò che sta a fondamento dell’ordine morale e assume il significato di virtù.

Dharma è anche la conformità con la regola e con ciò che è giusto, la sintonia e l’accordo con la natura delle cose, pertanto la posizione del virtuoso è espressione di uno stato devozionale proprio di chi è in sintonia con il fluire delle cose, con il proprio cammino spirituale, con il proprio dovere.


Cammino” e “dovere” sono non a caso altre due accezioni ricorrenti nell’uso seriore della parola dharma.

Il significato spirituale deriva dal significato etimologico della parola, laddove il cammino è inteso come il sentiero che sostiene e costituisce il supporto, la base stabile sulla quale ci si muove.

Il significato di dovere, in riferimento alla sfera semantica etica, nasce invece dalla conformità con l’ordine naturale delle cose.


Dalla radice sanscrita che ha dato forma al sostantivo dhar-ma derivano in greco, in seguito al passaggio della dentale sonora aspirata del sanscrito dh nella dentale sorda aspirata th, il sostantivo thrà-nos, sedia, l’appoggio stabile, e similmente thrò-nos, il trono, il simbolo per antonomasia della stabilità del potere, ma anche l’infinito thrè-sesthai che significa sedersi; in latino la corrispondenza con la radice sanscrita compare invece nell’aggettivo fir-mus, stabile, solido, derivato dal passaggio della dentale sonora dh del sanscrito nella consonante costrittiva o fricativa del latino f, ma anche nella forma del sostantivo fre-num, letteralmente inteso come ciò che trattiene.

L’aggettivo fermo e il sostantivo freno della lingua italiana derivano direttamente dalla forma latina in cui dh originario è già mutato nell’unica consonante f.







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